28 aprile 2020 - 11:28
Siria, ennesima aggressione sionista

- Nelle prime ore di lunedì, aerei militari del regime sionista hanno per l’ennesima volta condotto un’operazione illegale contro obiettivi in territorio siriano, verosimilmente appartenenti alle forze di Hezbollah che stano combattendo a fianco del legittimo governo di Damasco.

(ABNA24.com) A darne notizia è stata l’agenzia di stampa ufficiale siriana SANA, secondo la quale la contraerea del paese mediorientale sarebbe riuscita a intercettare e abbattere un certo numero di missili israeliani. Le vittime totali potrebbero essere sette, di cui tre civili e, forse, quattro militari.

L’attacco è solo l’ultimo di una serie di episodi simili registrati nell’ultimo mese, in quella che nel corso del conflitto in Siria è stata una vera e propria consuetudine da parte di Tel Aviv, nonostante le incursioni continuino a essere motivo di tensione con la Russia di Putin. Nemmeno l’epidemia di Coronavirus in atto ha rallentato i raid israeliani in Siria, né l’inizio per i musulmani, soltanto alcuni giorni fa, del mese sacro di Ramadan.

Secondo i media siriani, nella capitale si sarebbero sentite “numerose esplosioni” all’alba di lunedì. Tre siti militari nei pressi di Damasco avrebbero subito danni, così come l’aeroporto o, più probabilmente, edifici non meglio specificati nelle vicinanze di esso. Alcune strutture sarebbero state distrutte, ma l’entità esatta dei danni causati non è tuttavia nota.

I vertici militari e il governo di Israele non hanno come al solito commentato l’accaduto. La responsabilità del nuovo attacco è comunque fin troppo facilmente individuabile. Alcune dichiarazioni a questo proposito di Netanyahu in un vertice internazionale della scorsa estate avevano inoltre confermato in maniera di fatto ufficiale le iniziative israeliane. Il primo ministro aveva ammesso che il suo paese aveva fino a quel punto condotto centinaia di operazioni in Siria, a suo dire in nome della “sicurezza nazionale” ddel'entita' sionista.

L’ammissione di Netanyahu aveva spinto Mosca a replicare con una certa irritazione, esprimendo l’invito al rispetto della sovranità dell’alleato siriano. Se la Russia non intende intervenire nel conflitto tra Israele e l’asse della resistenza sciita (Iran, Siria, Hezbollah), principalmente per preservare i buoni rapporti con Tel Aviv, il Cremlino ha in realtà fissato alcuni paletti alle operazioni militari come quella di lunedì.

Il giornalista veterano del Medio Oriente, Elijah Magnier, ha spiegato in un post su Facebook come “la Russia abbia imposto a Israele di non entrare nello spazio aereo siriano” e di informare Mosca con alcune ore di anticipo sui propri attacchi nel paese in guerra. In questo modo, la Russia può notificare alla Siria la minaccia imminente e gli obiettivi dell’incursione. Il governo di Damasco può così cercare di “minimizzare i danni”, evacuando il personale che si trova nelle strutture che verranno colpite e “rimuovendo, se necessario, materiale di valore” che queste ultime eventualmente ospitano.

Il blitz di lunedì è stato possibile come sempre grazie all’invasione da parte dei jet israeliani dello spazio aereo libanese, da dove è partito l’attacco. Il Libano non dispone d’altra parte di un sistema difensivo anti-aereo, sostanzialmente per l’opposizione degli Stati Uniti, il cui impegno è quello di evitare impedimenti e minacce a Israele nella conduzione di operazioni militari illegali contro i propri vicini.

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